martedì 19 giugno 2012

Antoine de Saint-Exupéry e “Il piccolo principe” – aggiornamento - notizia flash


  In genere la rubrica “Grandiautori” ha le sue date e i suoi programmi, lo so.
L’unica volta che ho scritto una notizia flash è stato perché Umberto Eco aveva riscritto il suo capolavoro, “Il nome della rosa”.
Dunque, capirete anche voi che se sono qui per una notizia flash, qualcosa nel mondo della letteratura deve pur essere successo. Ebbene, è così e non so se esserne felice o delusa o sconvolta. Dunque lo dico anche a voi così saremo felici-delusi-sconvolti insieme. Magari lo sapete già.


Pochi mesi fa ho parlato de “Il piccolo principe”, uno dei miei libri preferiti in assoluto. E ieri in rete trovo un titolo inquietante:
 “Il ritorno del Piccolo Principe” di Jean Pierre Davidts.
 Vi rendete conto?! Il seguito!
Da quel momento in me si sono intrecciate varie domande ed emozioni.
  • Felicità: è tornato! Per fortuna! Non vedo l’ora di vedere cosa succede.
  • Delusione: è un sequel e come tutti i sequel sarà deludente… leggerlo mi rovinerà un libro che amo!
  • Sconvolgimento: ma come può un autore scrivere il seguito del libro di un altro?

L’ultima cosa in particolare mi ha turbata. Secondo voi è giusto che un autore scriva il seguito del libro di un altro? Boh… io credo che lo leggerò, ma non subito. Non so cosa aspettarmi.

Intanto vi lascio qualche link a quarte di copertine e recensioni per farvi un’idea:
Chissà se Antoine de Saint Exupéry sarebbe davvero felice di questo ritorno e cosa penserà del suo amato “figlio” ritornato dopo così tanto tempo…

22 commenti:

  1. Ho letto proprio ieri Il piccolo principe :)

    Sicuramente mi rifiuto di leggere il seguito, proprio perché scritto da un altro autore.

    Trovate commerciali e nient'altro.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. "Il piccolo principe" è grandioso. Anch'io non riesco ad accettare questo nuovo libro, tuttavia il fascino del "bambino con i capelli color del grano" probabilmente mi porterà a leggere il libro e poi me ne pentirò. Quest'estate ho anche in mente uno spettacolo per bambini su "Il piccolo principe"... se qualche biblioteca mi ospita, quindi pensa quanto lo adoro!
      Comunque sono davvero solo trovate commerciali! Caspita, sei uno scrittore? Inventati un tuo personaggio. Poi, prima di parlare dovrei aver letto e scoperto di più.

      Elimina
  2. È un po' inquietante, però una sbirciatina al libro la potrei anche dare, così per curiosità.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. "Inquietante" è la parola giusta... forse non dovremmo leggerlo per questo. Forse hanno destato la nostra curiosità in questo modo subdolo e ci stiamo cascando... boh! Io l'ho scoperto e ho voluto dirvelo, se lo leggerò ne parlerò ancora. Chissà!

      Elimina
  3. Non ho familiarità col piccolo principe, essendo trascorsi circa vent'anni dalla prima e ultima volta che l'ho letto. È comunque nella lista che non guardo mai di cose da leggere / fare / guardare / baciare.

    Non trovo così scandaloso che un altro autore intinga il biscotto nella tazza di un altro, è stato fatto, a vari livelli in molte occasioni.
    Alcuni esempi concreti:

    Gianluigi Zuddas ha completato alcuni racconti incompiuti di R.E.Howard, alcuni dei quali con solo un accenno di storia; lo stesso Howard, come decine di altri, tra cui Derleth, hanno arricchito l'universo dei Miti di Cthulhu creato da Lovecraft, con nuovi racconti e completando opere incompiute; Orgoglio e Pregiudizio e Zombi è una recente riscrittura del celebre romanzo di Jane Austen; altri campi, in cui spicca il cinema, sono inoltre pieni di seguiti fatti da persone differenti (la serie Batman, Rocky dal II in poi, e moltissimi altri); io stesso sto utilizzando musica che riprende il Lago dei Cigni di Tchaikovsky nel mio videogioco.

    Insomma, se uno riesce ad accaparrarsi il copyright, o più semplicemente l'opera diventa di pubblico dominio, che male c'è a utilizzarla? Tutto sta nel vedere cosa si riesce a tirarne fuori.

    Il mio consiglio è semplice: procurarsi un estratto, o leggersi un capitoletto in libreria e valutare l'eventuale acquisto.

    Quando ho visto "notizia flash" mi aspettavo un'altra cosa, visto che c'è una (antica) novità nel mondo della letteratura di cui ero certo avresti prima o poi parlato.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. "Il piccolo principe" è un libro da leggere e rileggere perché a ogni età ha qualcosa diversa da dare... Se l'hai letto da molto piccolo non avrai apprezzato molti livelli sotterranei del testo (a meno che tu non fossi un bambino prodigio e potrebbe anche essere così). Insomma, io ti consiglio di rileggertelo.

      Immaginavo che la notizia non ti avrebbe scandalizzato. A me invece inquieta parecchio... mi preoccupa sapere che dopo la mia morte qualcuno potrebbe scrivere "Il ritorno di Clorinda" o cose del genere. Sono molto gelosa delle mie creature... e Antoine lo era più di me! Il piccolo principe era per lui quasi un figlio, un'ossessione... non era un "biscotto".

      Tutti gli esempi che fai sono abbastanza sensati. Alcuni hanno il sapore della parodia, ma non li conosco bene per sapere se mi sbaglio. Il tuo utilizzo de "Il lago dei Cigni" non credo sia da intendere come una continuazione dell'opera precedente.

      L'opera non dovrebbe essere di pubblico dominio dopo i 70 anni dalla morte dell'autore? Mancano ancora un paio d'anni dunque per "Il piccolo principe", ma forse in Francia la legge è diversa... ricordo un post di Salomon Xeno sull'argomento (http://argonautaxeno.blogspot.it/2012/01/liberate-topolino-copyright-e-diritto.html).

      Io "Il ritorno del piccolo principe" lo leggerò in biblioteca! Alla faccia di questo autore che fa tornare i personaggi degli altri. "Il piccolo principe" invece l'ho comprato!

      Adesso voglio sapere che cos'è questa "antica novità"... probabilmente la sanno tutti tranne me!

      Grazie per il commento!

      Elimina
    2. Pensa a studiare, mannaggia! :D

      Elimina
    3. Fidati che ho studiato! Qualche minuto di pausa non si nega a nessuno! Però l'"antica novità" la volevo sapere! Uffi...

      Elimina
    4. Facciamo così: se non riesco a finire quello che sto tentando di fare entro stasera te la rivelo.

      L'unica parodia tra quelle che ho citato è "Orgoglio e pregiudizio e zombie", le altre sono tutte serie (talvolta trovate commerciali, altre omaggi di grande rispetto).

      Comunque, sembrerà assurdo, ma mi ero dimenticato tre degli esempi più calzanti:

      -le fanfiction, di cui abbiamo parlato nel post di Mary Sue: sono proprio seguiti e spin-off di storie e personaggi creati da altri.

      -i fumetti: spessissimo cambia chi scrive le storie, o per abbandono o per morte del precedente scrittore, o ancora per dare un'alternanza.

      -il mio videogioco: giuro, non so come ho fatto a non fare il collegamento già nel mio precedente post, ma io sto proprio facendo il sequel di un gioco esistente. Forse non ci ho pensato perché è talmente la norma nel panorama videoludico che mi sembra ormai cosa accettata. Si chiamano spesso fan-game, cioè giochi per (e da) i fan, che richiedono di poter ancora entrare nei mondi che tanto li hanno affascinati. Capita infatti di frequente che restino delusi da sequel annunciati e mai realizzati.

      Beh, comunque ognuno è liberissimo di deprecare tale pratica, ci mancherebbe! L'originalità è importante, ma anche creare qualcosa di nuovo muovendosi entro dei confini già delineati da altri, non è negativo.

      P.S. So che il Piccolo Principe non è un testo per bambini, o quantomeno è "a più livelli", e infatti è realmente nella lista di libri che voglio leggere. Non ero un bambino prodigio e non sono un adulto prodigio: forse sarò un vecchio prodigio? Chissà.

      Elimina
    5. Grazie per i tanti esempi... ottima arringa, ma non è semplice convincermi! E poi riesco ad accettare quasi tutti i sequel di cui parli tu, ma in questo caso è diverso! Stiamo parlando de "Il piccolo principe", caspiterina. Lo so, sono di parte, adoro quel libro... Comunque hai ragione anche tu sulla difficoltà di muoversi in contesti già dati. Ma sai che a forza di parlare del tuo videogioco sto divendando molto curiosa? E con che "d" si gioca? Ah, ah... spiritosa.

      Sono una persona che sa ammettere quando sbaglia e cambiare idea. Leggerò questo libro e ci scriverò un post, con tutta la verità!

      P.S. Secondo me, sarai un vecchio prodigio. Continua così. Work in progress...

      Elimina
  4. Io di carattere sono diffidente, figuriamoci quando si tratta di azioni di marketing! Però, se invece, un autore amasse a tal punto un personaggio da volerlo far vivere ancora un po'? Sì, credo sia più un'azione di marketing però un piccolo spiraglio lo lascio e forse il libro lo leggo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. "Se ami qualcuno devi saperlo lasciare andare"... non mi ricordo chi diceva questa frase, ma secondo me vale anche per i personaggi. Comunque forse hai ragione: diamogli una piccola (piccolissima) possibilità!
      Grazie per il commento!

      Elimina
  5. Sì, mi è capitata in casa la pubblicità dove potrei, forse, leggere il primo capitolo.
    Non mi interessa.
    Però sì, di per sé non sono contrario. Ci mancherebbe! Dato che è del '43, quindi realisticamente ancora sotto copyright, c'è tanto di autorizzazione da parte dei detentori dei diritti, quindi al più la colpa è loro, non del poveraccio che ha pensato bene di farsi conoscere in questo modo un po' discutibile.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non so di chi è la colpa, però se parli di "colpa" forse sottosotto questa faccenda non convince neanche te!
      Ricapitalondo, che personaggi posso risuscitare per diventare famosa? Direi che non lo farò!
      Grazie per essere passato.

      Elimina
    2. Ulisse? Pinocchio? Ce ne sono a bizzeffe!
      C'è chi ha resuscitato il Mago di Oz con un libro mediocre, ma un musical strepitoso.
      L'importante è farlo con bravura e cognizione di causa.
      Poi, sai, io sono un sostenitore della cultura aperta, quindi la cosa non mi sconvolge più di tanto!

      Elimina
    3. Sì, va bene... diamogli una possibilità, ma se rovina "Il piccolo principe"... se me lo rovina... oh... fidati, non leggerò mai più nulla di suo! La cultura aperta è una bella cosa, ma quando si gioca con i personaggi degli altri, bisogna fare attenzione!

      Elimina
    4. Su, non è possibile rovinare un classico.

      Elimina
    5. Temo sia possibile... ma speriamo di no!

      Elimina
  6. Odio il seguito di un bel film figurarsi di un libro per giunta scritto da un grande autore. Mi chiedo se si può essere più pazzi, si perde in partenza. A meno che non sia un'operazione di pubblicità e allora di cosa parliamo?
    Raffaella

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Eh, già. Comunque ho deciso di leggerlo e poi di dirvi che ne penso, ma non subito. L'ho inserito nella lista dei libri da leggere... è nei primi cinque. Pubblicità o non pubblicità, presto saprò la verità.

      Elimina
  7. Operazione a dir poco discutibile, non credo che lo leggerò.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Operazione discutibile... lo leggerò per poterlo criticare non a priori.

      P.S. Un ritorno alla precedente identità? Grande Nicola!

      Elimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...