mercoledì 10 luglio 2013

Sinonimi

L’importanza dei sinonimi: qualche esempio concreto.

Sul blog spesso ho parlato dell’importanza di porre attenzione ai sinonimi, a volte per consigliare di prestare attenzione al loro uso, a volte per sottolineare usi creativi delle ripetizioni.


Non esistono sinonimi
 Sovente ho dimostrato che in realtà i sinonimi non esistono, nel senso che ogni parola ha in una lingua la sua accezione particolare o un suono peculiare. Nella rubrica Una parola al mese dedico sempre un paragrafo a parlare della differenza tra la parola scelta e quelli che vengono considerati i suoi sinonimi. Inoltre ho dedicato all’argomento una parte di un mio guest post apparso su Penna blu sull’uso dei dizionari.

Evitare le ripetizioni
Se ho sempre detto che i sinonimi non esistono in una lingua, è pur vero che sono di fondamentale importanza quando si scrive.  Pensate a quanto è brutto e fastidioso leggere un testo che è infarcito di parole sempre uguali e monotone. L’utilizzo di un lessico vario, ricco di sfumature e adeguato ai vari registri è sicuramente uno degli elementi che dimostrano il valore di uno scrittore.

Ripetizioni con stile
Ci sono però alcuni casi in cui le ripetizioni sono volute e studiate per creare effetti di ridondanza o fenomeni di anafora, epifora  e anadiplosi.

Qualche esempio
Come suggeriva Marco Lazzara nel post sulla parola albagia, vediamo un po’ i sinonimi di alcuni termini: i peccati capitali! Tra parentesi quadri le differenze che, secondo me, tali sinonimi hanno.
  • Ira: rabbia incontrollata [per economicità, in genere è preferibile un termine più specifico e breve, piuttosto che due], indignazione [questo sinonimo è molto diverso dal termine ira nella maggior parte dei contesti]
  • Avarizia: tirchieria, spilorceria [entrambi i termini sono d’uso colloquiale o comunque dei registri meno aulici], attaccamento al denaro [per economicità, in genere è preferibile un termine più specifico e breve, piuttosto che due].
  • Invidia: astio verso chi ha pregi o fortune [per economicità, in genere è preferibile un termine più specifico e breve, piuttosto che una parafrasi].
  • Superbia: albagia [ne ho parlato nel post], sopravvalutazione di sé [per economicità, in genere è preferibile un termine più specifico e breve, piuttosto che più]
  • Gola: golosità [ha un’accezione più positiva], ingordigia [più che indicare l’essere affetti da gola, indica chi mangia molto ed è insaziabile]
  • Accidia: inerzia, indolenza [rispetto a questi due termini, il nome del vizio ha un’accezione particolare che parla sia di noia, sia di depressione e malinconia], negligenza nel fare il bene [per economicità, in genere è preferibile un termine più specifico e breve, piuttosto che una parafrasi].…
  • Lussuria: libidine [può essere inteso non solo in merito alla sfera sessuale e può anche essere usato con accezione positiva come gran divertimento], abbandono ai piaceri [per economicità, in genere è preferibile un termine più specifico e breve, piuttosto che più]

Conclusione
I sinonimi sono importantissimi per evitare ripetizioni e dimostrare varietà nel lessico, ma occorre prestare sempre molto attenzione nella loro scelta.
E voi cosa ne pensate?


10 commenti:

  1. Vero: ogni sinonimo di una parola ha una sua particolare sfumatura che gli altri non riescono a dare.

    A questo proposito:
    1) IRA: due dei suoi sinonimi, iracondia e irascibilità, sono autoderivati da questa parola.
    2) AVARIZIA: come sinonimo dimentichi taccagneria!
    3) INVIDIA: l'unico di questi termini che può anche essere usato in senso positivo ("Oh, come ti invidio!")
    4) SUPERBIA: un altro suo sinonimo è tracotanza, di cui un caso particolare è l'ubris (o hybris).
    5) GOLA: ho sentito come suo sinonimo "crapuloneria", ma non lo trovo sul dizionario!
    6) ACCIDIA: spesso viene impropriamente usato come sinonimo di pigrizia, mentre in realtà è una sorta di "pigrizia mentale" (in senso dantesco è quella di chi non ha fatto del male, ma non si è nemmeno mai prodigato a fare del bene).
    7) LUSSURIA: deriva da lusso.

    Se ti piace questo discorso dei peccati capitali, potresti fare un post citando quei personaggi letterari che sono divenuti l'emblema di questo o quel peccato capitale.

    Marco Lazzara

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    1. Grazie per gli spunti e le precisazioni. Per quanto riguarda la serie di post sui personaggi ci penso e poi si vedrà! Sei sempre un vulcano di idee! Grazie mille.

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  2. Vero. Io ho sempre a portata di mano il dizionario dei sinonimi per trovare parole alternative e non usare sempre le stesse, ma in molti casi mi accorgo che le accezioni di significato impediscono di usare certi sinonimi come se fossero intercambiabili. Anzi, certi apparenti sinonimi appaiono goffi a seconda della frase, e talvolta è addirittura preferibile usare la stessa parola all'interno dello stesso paragrafo anziché sceglierne un'altra dal significato simile ma chiaramente inadatta nel contesto della frase.

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    1. Troppo spesso i dizionari dei sinonimi vengono usati come soluzione per risolvere le ripetizioni senza prestare sufficiente attenzione con risultati poco efficaci. La tua è un'ottima strategia! In alcuni casi, poi, è sufficiente riformulare la frase per evitare sia l'uso di un sinonimo inefficace sia quello di una ripetizione.

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  3. Sono d'accordo, i sinonimi veri e propri non esistono! Evitare a tutti i costi le ripetizioni in un testo può comportare davvero un uso inappropriato o ridicolo dei termini... L'unica cosa è prestare molta attenzione alla scelta delle parole... e diffidare dei dizionari dei sinonimi :)

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    1. Sì, esatto! I dizionari dei sinonimi sono utilissimi, ma bisogna sempre usarli prestando attenzione.

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  4. Io sono affascinata dai sinonimi! Adoro scoprirne, e mi piace venire a conoscenza delle sfumature di significato.
    E per ovviare alle ripetizioni... Talvolta ho trovato la migliore soluzione nel riscrivere interamente la frase. :)

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    1. Il tuo commento era finito nello spam... non so perché! Comunque sono d'accordo con te su quello che hai detto!

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    2. Il tuo blog è arrivato ad odiarmi... XD

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    3. No, no, non scherziamo! Non glielo permetterei mai!

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