giovedì 5 settembre 2013

"Pagina nuova"

“Pagina nuova”: nella vita e nella scrittura, paure e gioie nell'aver davanti una pagina bianca.


 In questo periodo mi trovo spesso a pensare a quante volte la vita ci porta a voltare pagina e ad averne una nuova e immacolata davanti. Ci capita nelle nostre esistenze di uomini e donne e anche in quelle di scrittori e scrittrici e allora si reagisce in modo uguale o magari completamente diverso, si è animati dalla paura o dalla gioia
Dalla  mia riflessione è venuto fuori  questo post.


Una pagina bianca da scrivere
Stare davanti a una pagina bianca con un nuovo progetto di romanzo o di racconto da scrivere mi elettrizza! Sì, magari è difficile far patire le prima parole, ma poi è così dannatamente bello vedere le parole comparire una dopo l'altra sul monitor mentre le dita saltellano sulla tastiera! E poi quel suono! Oh, quel suono è una cosa meravigliosa… lo so, non è normale, ma lo adoro! È la mia musica preferita e forse è per questo che mi piace da sempre il pianoforte (che purtroppo non suono), perché di fatto il movimento delle dita è lo stesso. Quando ho la pagina bianca davanti che mi attende, la mente si svuota di tutti i casini che ci sono dentro e c'è solo la storia che in qualche modo scorre dalla mente alle mani per poi finire su quella pagina che pian piano non è più così bianca e anonima. È un dare la vita un po' atipico, imperfetto, incompleto, ma è pur sempre un generare. La fase della prima stesura, quella di questo travaso, è la più esaltante dal punto di vista emotivo, la più piena (anche se poi anche le revisioni mi divertono parecchio, ma è solo perché sono pignola e amo i dettagli).
Insomma, niente paura della pagina bianca nel campo della scrittura, almeno per me.

Una pagina bianca da vivere
Tutti, anche chi non scrive, prima o poi si trova davanti qualche pagina bianca… da vivere! Ci sono dei momenti in cui siamo costretti a chiudere un capitolo e cominciarne un altro e ricominciare (ne ho già parlato un po' nel post sul cadere e rialzarsi). Non basta sopravvivere e seguire la corrente, bisogna cambiare, perché ciò che non cambia mai muore, si ricurva su se stesso fino ad accartocciarsi. Con questo tipo di pagine bianche non mi sento brava. Cambiare mi spaventa e non riesco a mettere lo stesso entusiasmo che metto nella pagine da scrivere. Mi spaventa non sapere cosa ci sarà nella pagina successiva e non averne il pieno controllo. Non procedo decisa ed euforica. Ma non si può passare la vita a rileggere le pagine già scritte solo perché sono note. Note non vuole dire rassicuranti, non sempre almeno.
Anche se fa paura, queste pagine nuove sono da affrontare e da vivere. Spero un giorno di riuscire a farlo con la stessa gioia che mi dà affrontare quelle di carta. Ultimamente ne ho cominciate tante di queste pagine bianche e devo dire che, nonostante qualche brutta macchia di inchiostro sul cuore, dire che per il resto non è andata poi così male. La mia storia ha perso alcuni personaggi, è vero, ma altri hanno trovato il loro giusto posto di rilievo.

Non è la stessa cosa
Affrontare pagine di carta e pagine di vita non è affatto la stessa cosa, ma c'è sempre qualcosa da imparare dalle une e dalle altre.

Se scrivere le pagine della nostra vita fosse come scrivere quelle di un libro, forse si avrebbe meno paura di sbagliare. Un libro ha una bozza, una prima versione, vari editing; la vita troppo spesso non ammette correzioni posticce.

Conclusioni

Io qui ho parlato di me, del mio modo di affrontare le pagine bianche nella scrittura e nella vita. Ora sarei curiosa di sapere cosa ne pensate voi. Come affrontate le vostre pagine bianche?



Hanno parlato di questo articolo:







16 commenti:

  1. Penso sia pure naturale che sia così, no? Ci sono persone che amano cambiare pagine, ma la vita è un libro del passato: quelle già scritte sono sempre lì, un angolino che spunta dalla pila non ben ordinata e viene automatico andare a rileggerle. A volte è essenziale andare a rileggerle e, anche se non lo si fa, guai se quelle pagine non ci fossero! Alla fine, la pagina bianca della vita non è un nuovo libro, solo un nuovo capitolo. E personalmente, nemmeno quando si scrive si ha il completo controllo di quello che accadrà: però ci si lascia andare e alla fine, tristezze e gioie, si sa che quel capitolo così doveva essere. :)

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    1. Il passato è un buon maestro, ma la vita è nel presente. Non si possono riempire le pagine bianche solo di flashback di ciò che è successo nelle pagine precedenti.
      Nemmeno nella scrittura si ha il pieno controllo, è vero, però si ha un livello di responsabilità diverso quando si gioca con vite e cuori di carta.
      In ogni caso, hai ragione, se così succede, così doveva essere, nel bene e nel male.

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    2. Certo certo, i flashback è bene non metterli troppo spesso. A meno che non ti vada di raccontarli a qualcuno, allora vanno sempre bene! ;)
      Però sì, forse la differenza è che nella vita noi siamo uno di quei personaggi. Ma come scrittori, un po' sappiamo come funziona la vita vera, sennò non potremmo crearla... ;)

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    3. Bisogna vedere cosa ne pensa chi ascolta! Ahahah!
      Un conto è scrivere sulla carta e un conto sulla propria pelle. Si rischia di più.
      Ovvio che dobbiamo sapere come funziona la vita vera (ma io non so se ho capito proprio tutto, anzi...).

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    4. Be', chi è che ha mai capito tutto? ;)

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    5. Non lo so, ma, se ci fosse qualcuno che ha capito tutto, io avrei un po' di domande da fargli!

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  2. Non lo so.
    Ma è proprio un bel post. La complicazione nella vita è che non sei l'unico a imbrattare la nuova pagina. E questo... beh, questo è interessante, non trovi? :)

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    1. Già... si sa, le scritture collettive sono più complesse e meno prevedibili! E nella vita reale, purtroppo o per fortuna, non siamo soli a scrivere il nostro destino!
      Molto interessante!

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  3. Avere di fronte una pagina bianca, nella carta come nella vita, è sempre molto bello. Peccato che duri un solo istante. Ti distrai un attimo e qualcuno, a tradimento, ha già girato la tua pagina.

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    1. Quando succede è veramente brutto: significa non avere più potere di scegliere quale svolta dare alla nostra vita.

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  4. Eh già. Ho appena cambiato casa e coinquilini e, come se non bastasse, fra tre giorni inizio con una nuova compagnia di teatro! Se non ti capisco io...
    Ma, secondo me, i cambiamenti di questo tipo servono a poco se non sono accompagnati da un cambiamento di atteggiamento. Anzi, il più delle volte, basta questo. Gli avvenimenti rimangono gli stessi, ma si riesce a vederli in modo diverso. Mi sto esercitando anche in questo...

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    1. Ottimo esercizio. Non sai quanto ti capisco... è sempre tempo di cambiare, anche se io non amo i cambiamenti.

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  5. Una pagina bianca è potenzialmente piena di energia. Può restare bianca anche per un po'. Forse è quella l'energia che si percepisce di fronte a tutto quel vuoto che vuoto non è, ma è "potenza". Io non ho difficoltà a lasciare una pagina bianca, almeno per un po'. Non sempre è necessario riempire di parole una pagina, come non è necessario riempire di pensieri eccessivi la vita. Bisognerebbe assaporare anche la pagina bianca, senza farsene un problema: allora percepiremmo una sensazione di rilassamento di fronte a quella stessa pagina che, in altre situazioni, ci può creare ansia. Di fronte alla pulizia di solito ci è poi anche chiaro quali cambiamenti fare...

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    1. Molto interessante questo tuo punto di vista, Lucia! Guardare la pagina bianca e prendere il tempo per studiare la prossima mossa... sì, è una cosa quasi sempre necessaria.

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    2. Era anche una metafora della pulizia che possiamo fare nella mente... :)

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    3. Sì, decisamente. Solo che questa è una cosa che non mi riesce bene.

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