mercoledì 27 agosto 2014

Rimettere in sesto

 "Rimettere in sesto": è bello quando si riesce!

Oggi vi parlo dell'espressione Rimettere in sesto.
È un'espressione molto usata e che sarebbe bello poter usare ancora più spesso, visto che porta con sé un significato positivo!
Ma andiamo per gradi e parliamo un po' del suo uso e, poi, della sua origine.


Quando si dice?
In genere si usa l'espressione rimettere in sesto nel senso di rimettere a posto, riportare a un ordine o a una normalità perduta, ripristinare una situazione precedente considerata positiva.

Spesso viene usato in riferimento a situazioni finanziare (es. rimettere in sesto un'azienda) o alla salute (nella forma riflessiva rimettersi in sesto significa guarire da una malattia, riprendersi da un infortunio).
Per estensione viene poi usato in ogni ambito e contesto: si può rimettere in sesto la cucina dopo averla devastata cucinando per ore, si può rimettere in sesto un cuore spezzato…

Facciamo un esempio pratico: chiamate un amico per uscire, ma vi dice che è a letto con la febbre. A quel punto potete dirgli: «Rimettiti in sesto presto!», che è un augurio di pronta guarigione.

Sovente l'espressione viene usata anche con tono ironico.

Un controsenso
L'espressione è usatissima e presenta parole semplici e di largo uso, ma non lasciatevi ingannare: tireremo in ballo addirittura l'architettura per cercare di spiegarne il significato! È quasi un controsenso, ma più le espressioni suonano semplici, più dietro di loro si nasconde un mondo tutto da scoprire!

Non so se si nota, ma seguire in modo pedissequo la struttura in paragrafi di questa rubrica porta ogni tanto a frasi strampalate… ma andiamo avanti!

L’interpretazione più convincente
Per comprendere l’origine di questa espressione, occorre per prima cosa analizzare il termine sesto. Esso, infatti, ha più significati. Ovviamente, è un aggettivo numerale ordinale, cioè indica il posto corrispondente al numero 6 in una successione ordinata e, se con valore frazionario, indica la sesta parte di qualcosa. Bene, detto questo, potete quasi dimenticarvelo: non è questo il sesto che stiamo cercando.

Sesto è anche l’antico nome del compasso, strumento necessario per tracciare cerchi perfetti, che poi per estensione è passato a significare, in generale, qualcosa di misura esatta o di ordine regolare. Anche per questo il sesto è in architettura la curvatura di un arco. Sono abbastanza noti, infatti, gli archi a tutto sesto e a sesto acuto (che indicano la gradazione di un’inclinazione). Per gli antichi muratori l’arco a tutto sesto era simbolo di precisione esecutiva, ordine e armonia: un perfetto bilanciamento e scarico delle forze in gioco. Quindi mettere qualcosa in sesto, ha assunto il significato di porlo nell’assetto normale, nella giusta disposizione.

Poche fonti aggiungono che tirare un arco in sesto significa raddrizzarlo verticalmente, così come un malato che una volta guarito (cioè, rimesso in sesto) si rialza in piedi.

Insomma, il sesto che ci interessa è quello architettonico, ma, secondo alcune fonti, esso ha comunque qualche legame con il numero sei. Infatti la scelta della parola sesto per indicare quello che noi poi abbiamo definito compasso non è probabilmente casuale, perché il 6 è un numero denso di significati, di grande valore e perfetto (sarebbe per questo che Dante lo usa largamente nel Paradiso).

Per finire, è interessante notare che il termine sesto ha indubbi legami con altre parole, come:
  • Assestare: sistemare, riordinare qualcosa e, per estensione, regolare esattamente qualcosa. Se usato in modo riflessivo, significa appunto sistemarsi, aggiustarsi, ritrovare un equilibrio, proprio come l’espressione rimettersi in sesto.
  • Assestamento: sistemazione, regolazione, riordinamento. Usato anche in riferimento a piccoli movimenti tellurici dopo un terremoto e per piccoli cedimenti di un edificio dovuti al riequilibrarsi del terreno. In entrambi i casi si tratta di eventi che accadono proprio per riportare o ripristinare una sorta di equilibrio, rimettendo in sesto, appunto, la situazione.


Altre interpretazioni
L'interpretazione presentata è quella più diffusa e accreditata. Ne ho trovata un'altra che però non mi convince molto e da una fonte non troppo attendibile. Ve la riporto per dovere di cronaca, ma prendetela con le pinze!
 Secondo questa interpretazione alternativa, l'espressione rimettersi in sesto deriverebbe dal sestante, uno strumento per misurare l'altezza degli astri sull'orizzonte o la distanza angolare tra due corpi celesti. Esso viene usato soprattutto in marita per stabilire l'esatta posizione di una nave in mare. Rimettersi in sesto significherebbe dunque raddrizzare il cammino, trovare la rotta.

Vi è inoltre un'altra espressione italiana che contiene la parola sesto. Si tratta di essere fuori sesto, che, pur essendo il contrario di quella discussa nel post, è rara e poco usata. Significa, ovviamente, non essere nelle condizioni migliori (e può essere usata sia per l'umore, sia per un macchinario, sia in tutti i casi visti prima).

Conclusione
E per finire questo post, non mi resta che augurare a chi di voi sta passando un brutto momento in qualsiasi sfera della sua vita (privata, lavorativa, sentimentale, familiare…) di rimettersi in sesto al più presto!

Spero che questo viaggio alla scoperta del significato di questa espressione vi sia piaciuto! 







Questo post partecipa all’iniziativa Una parola al mese. La parola di agosto 2014 è pedissequo (al link maggiori informazioni).






9 commenti:

  1. Avevo intuito che quest'espressione derivasse dall'architettura... Come mi sento brava! ;)

    Avevo sentito anche "essere fuori sesto", ma solo in dialetto, quindi non pensavo esistesse in italiano.

    E ora, tanto per restare in tema, è meglio se stacco il cellulare e mi impegno a rimettere in sesto la mia media scolastica...

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    1. Puoi sempre dire ai tuoi professori che avevi capito il legame tra "rimettere in sesto" e l'architettura: varrà pure qualcosa, no?
      In bocca al lupo per la media!

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    2. Grazie! Non so quanto c'entrino gli archi a sesto acuto con le pile... Ma, se domani sarò proprio disperata, ci proverò! ;)

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    3. Tienila come ultima carta, ma sono sicura che non ne avrai bisogno. In bocca al lupo per l'esame!

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  2. Avevo immaginato anch'io che avesse a che fare col sesto in senso architettonico, però, a differenza tua, trovo convincente e verosimile anche l'ipotesi relativa al sestante.
    Insomma, cerchiamo di rimetterci tutti in sesto ;-)

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    1. L'interpretazione relativa al sestante è suggestiva, non fraintendermi: le mie perplessità sono date dalla scarsissima presenza di fonti in merito, più che altro.

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  3. Molto interessante. Pensavo anch'io che c'entrasse con l'architettura e in effetti sembra proprio che sia così.

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    1. Eh, sì!
      Solo io non ne sapevo niente? Ahah!

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