domenica 5 ottobre 2014

"Sogni per terra"

Sogni per terra: quando i sogni continuano a nascere ma senza ali

Sono mesi che voglio scrivere questo post, mesi in cui l'ho messo in programma e poi ogni volta l'ho tolto prima di comunicarvelo il primo del mese, sostituendolo con un altro tema. È un argomento che mi sta a cuore e, allo stesso tempo, che affronterei ogni volta in modo completamente diverso. Va be', oggi lo affronterò per come mi viene oggi, che non è come l'avrei affrontato ieri né come lo affronterei domani.

Di cosa sto parlando? Dei sogni.
Più volte sono comparsi a vario titolo su questo blog. Ho sempre detto che non si realizzano magicamente e che serve coraggio di sognare, ma anche che purtroppo i sogni non si mangiano.

Quando un sogno finisce…
Io ho sempre creduto molto nei miei sogni e ho sempre percorso le strade che sapevo avrebbero potuto condurmi a essi. Senza mai diventare incosciente, ho sempre lasciato spazio alla forza dei sogni che sono quelli che riescono a dare davvero colore alla vita. Purtroppo, quando un sogno che si è coltivato e fatto crescere finisce in frantumi, il dolore è grande. È una delusione profonda, una sofferenza così grande che si fa quasi fisica. A me è successo e si trattava di una cosa a cui tenevo tantissimo e, per quanto molti mi dicano che a tutto c'è soluzione, be', non è vero che è così. Serve forza per sognare, ma averla non basta a realizzare i sogni, aimè. E a volte bisogna anche capire quando arrendersi: fa parte del diventare grandi e ragionevoli. Ma questo era un sogno che non riguarda gli argomenti del blog e che forse è meglio non sollevare anche qui… parliamo di cose più allegre, dai.

Il mio mondo
Il mondo della lettura/scrittura è il mio mondo. Ho provato a far finta di niente, ma pur avendo smesso di scrivere, la dimensione artistica è sempre presente nella mia vita. Ho in cantiere tantissimi progetti che vanno dalle letture teatrate all'organizzazione di eventi, dalla formazione per adulti agli editing, a cose del tutto inaspettate che però mi stanno coinvolgendo tantissimo! E sono tutte cose che sto adorando, ma che nel 99,9%  attività non pagate.

Con i piedi per terra
Io adoro sognare ma voglio anche tenere i piedi per terra. Faccio tantissime cose, lavoro un sacco, mi impegno al 200% e le persone con cui collaborano si ostinano a ripetermi che sono brava. Non so cosa credere… o mentono o perché nessuno mi offre poi un lavoro pagato? Non è giusto.

Io sto facendo tutto il possibile, sempre indaffarata su tanti fronti, sempre in prima linea e  sempre superattiva, ma… non ho più quindici anni, i sogni non mi bastano più. Non mi basta più fantasticare e sognare. Voglio dei sogni per terra, ancorati nel mio reale. Voglio la possibilità di fare ciò che amo e ciò che so fare e di farlo con qualcuno che finanzia i miei progetti. Sono folle? Altezzosa?
Voi un po' mi conoscete… non sono una persona arrivista e quando hanno distribuito l'autostima io ero in fila per una cioccolata calda, probabilmente, però, se sono brava come dicono (e non come dico io) perché non mi è data possibilità  di rendere concreti i miei sogni?

I sogni non dovrebbero stare nei cassetti, ma avere piedi per camminare e farsi strada nella nostra vita quotidiana.

E anche in versione tweet!



Al momento sto portando avanti tanti progetti. Alcuni so che non mi verranno mai pagati, altri hanno dentro speranze di pagamento futuro… ma, si sa, i lavori creativi sono spesso senza budjet.

Altre strade
Sono una persona razionale e ho cercato altre strade. Non disdegnerei altri lavori, ma allontanarmi dall'arte mi fa soffrire ogni volta che ci penso.
Ed è il motivo per cui alla fine, per esempio, non ho presentato la domanda per il dottorato. Non è la mia strada e, per quanto si possa essere razionali, non si può percorrere volontariamente una strada che non ci appartiene. Lo si può fare per necessità e per disperazione, ma non volontariamente, non rinunciando ad altre strade tanto amate.

Certo, se le cose non si sbloccano, prima o poi finirò davvero a vendere spremiagrumi elettrici per corrispondenza, ma per un po' voglio sognare ancora e voglio rendere i miei sogni sempre più concreti. Voglio andare in giro cercando opportunità con una dose sempre più alta di faccia tosta, perché voglio un lavoro in cui sento di poter fare la differenza. Se alcuni sogni sono andati in frantumi e forse per sempre, voglio continuare a lottare per quelli che sono ancora in piedi. Se poi non riuscirò mai a trarne un reddito, be', tra qualche tempo mi rassegnerò e chiuderò sogni e speranze in un cassetto e magari mi metterò a fare l'impiegata o la cassiera. Per ora voglio crederci ancora per un po', voglio pensare che uno dei progetti per cui ora mi sto svenando diventerà il mio futuro lavoro. Ho il diritto di crederci e un po' ne ho anche il dovere, perché è compito di ciascuno di noi lottare per ciò che ci rende felici.

Conclusione
E voi? Come vivete il rapporto con i vostri sogni? Vi basta averli e continuare a farli crescere anche solo nei momenti liberi o anche voi volete che diventino la vostra vita?
Accontentarmi non è nel mio sangue. Troppe rinunce. Troppe. Adesso lotto ancora per un po' e poi si vedrà



22 commenti:

  1. Quanto i sento vicina a te , io che mi definiscono " testa in aria e piedi per terra"...
    Non ho mia abbandonato i songi, guai lasciarli sparire da noi, allpontanarli in uin angolo buio, per poi non riuscire a ritrovarli.
    Certo il sogno quando svanisce ti può lacerare( e qui mi riferisco all'inizio post..) , ma si continua a lastricare la strada con i sogni, si continua a sostenere di crederci fino alla fine, crederci sempre anche se si rimane con un mucchio d'aria in mano, ma almemo si respira aria buona. Più facile a dirsi che a farsi. i, senza dubbio, ma almeno proviamoci, Ti consiglio l'ascolto di " Follow that dream " di Bruce Springsteen e poi
    dimmi cosa ne pensi. Desidererei tanto ti unissi al mio blog, ne sarei felice.
    Un bacio e grazie ..
    http://rockmusicspace.blogspot.it/

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    1. Per cominciare, benvenuta sulle mie pagine!
      Anch'io dico spesso "testa per aria ma piedi per terra", quindi abbiamo slogan simili!

      Sono una persona che fatica ad arrendersi... certo, la vita a volte vince e non ti lascia possibilità, ti obbliga alla resa, ma in tutti gli altri casi ho la testa maledettamente dura. Per questo forse ci soffro così tanto quando qualcosa è proprio oltre i miei limiti. Non sopporto il "non poterci fare niente".

      Ho ascoltato la canzone che mi hai consigliato! Grazie! Be', che dire?
      "If a distant dream is callin' you
      Then there's just one thing you can do
      Follow that dream wherever it may lead"
      Una grande verità e anche una bella canzone (credo di averla già sentita, ma mai con l'attenzione che meritava).

      Farò un salto sul tuo blog anche se sono decisamente una persona poco da "rock", ma le etichette mi piacciono poco e finisco con il gradire tante cose che non mi sembrano "da me".
      Intanto grazie mille per aver commentato!

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    2. La musica è universale cara amica mia sul mio blog e non c'è solo quella se hai voglia di buttare uno sguardo!
      Sarei onorata e felice di una tua iscrizione..la speranza è l'ultima a morire..si dice no?
      Un abbraccio serale!
      http://rockmusicspace.blogspot.it/

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    3. Oggi pomeriggio ho fatto un salto da te e ho commentato un post su Mina.
      Io adoro la musica, ma ascolto quasi solo quella italiana, quindi ho cercato un post sul tema.
      Grazie!

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  2. Mi dispiace sentirti parlare così...
    Capisco quando dici che la strada sicura non fa per te: a me viene la nausea al pensiero di rimettermi sui libri di ingegneria e non vedo l'ora di laurearmi per non vederli più... spero. Spero che il mio sogno mi porterà a lavorare in un altro campo.

    Ti posso dire qual è il rapporto con il mio sogno, anche se probabilmente da domani cambierà (perché avrò il famoso esito e non so immaginare se sarà positivo o negativo).
    Ho provato a fare qualcosa di più normale e a relegare il teatro a hobby, ma non ha funzionato. Non è qualcosa che faccio per mia volontà.
    Forse la similitudine potrà sembrare ridicola, ma per me è proprio come amare un persona: non si può scegliere se innamorarsi e poi il rapporto va avanti solo se si costruisce qualcosa insieme. Finora abbiamo costruito il blog, poi spero che riusciremo a prendere anche una strada più concreta che conduca verso il mondo del lavoro (pagato).
    Se dovessi rinunciare al mio sogno, credo che mi sentirei come ad essere lasciata dalla persona amata (e dopo quasi sette anni, che non sono così pochi). Ma per ora non ho intenzione di rinunciare, ancora. In qualsiasi modo vada domani.

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    1. Sai che questa è la versione "ottimista" del post? L'avessi scritto un mese fa sarebbe stato un piagnisteo totale.

      Il dottorato poteva darmi più certezze, ma l'idea di mollare tutti i lavori che sto facendo ora (non pagati, ma chissà...) per dedicare tutto il mio tempo a qualcosa che non sentivo parte di me mi stava davvero facendo impazzire.

      Da domani non cambierà niente, lo sai. Indipendentemente dal loro responso, tu farai la tua strada, io lo sento. La passione che hai dentro non può essere contenuta e hai moltissima forza nel perseguire ciò in cui credi.

      Ed eccoci entrambe a camminare sulla strada che forse conduce al lavoro (pagato). Forza, un passo alla volta.

      No, non mandare all'aria una storia d'amore lunga 7 anni, anche perché un uomo può tradirti e trattarti male, il teatro no, quindi viva il teatro (ahah)!
      Io sono con te, in ogni caso, e, con te, aspetto il verdetto.

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    2. Il teatro è uomo, è una grande verità che ho scoperto in questi anni! Più di qualche volta non riesco a capire cosa voglia da me e più di qualche volta mi sono arrabbiata con lui. Ma non riesco neanche a farne a meno, quindi così sia ;)

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    3. Ma la recitazione è donna! Ahaha!

      Hai fatto un interessante parallelo. E, che dire? Così sia!

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  3. Questo post è davvero molto sentito, si avverte dalle parole che ci hai messo... io credo che un sogno che si infrange è come una storia che finisce: ci vuole un po' per rimettere insieme i pezzi, ma poi si diventa più forti. Per quanto mi riguarda la fine di un sogno ha significato trovare la mia vera strada... e adesso ringrazio il cielo di avere avuto una porta in faccia.
    La sofferenza dei sogni che rimangono sulle nuvole e non scendono sulla terra è condivisa da molti, ma io penso che un sogno si possa inseguire fino all'ultimo giorno della nostra vita, comunque vadano le cose. Magari si deve cercare qualcosa da fare per sopravvivere, ma è proprio avere qualcosa che ci appassiona da coltivare giorno per giorno che rende la vita degna di essere vissuta... quindi io penso che non ci sia niente di male nel fare la venditrice di spremiagrumi elettrici e nel frattempo colitvare quel sogno per cui stai combattendo! :)

    Il mio commento è un po' intricato, ma spero che il messaggio sia passato... ad ogni modo ti auguro tutta la fortuna e la determinazione del mondo perchè tu possa vedere i tuoi sogni diventare realtà! :)

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    1. "Tutto ciò che non ti uccide ti rende più forte".
      Nella mia vita me lo sono ripetuto spesso. Ho affrontato più cose di quelle che avrei dovuto: sfide difficili, rinunce pesanti, brutte cadute... sono ancora in piedi. Sono diventata più forte, è vero, però ogni tanto vorrei anche qualcosa di facile, un po' di serenità, il sentirmi al mio posto...

      Alcune delle "porte in faccia" che ho ricevuto mi hanno portata verso una delle cose più belle che mi siano capitate, quindi "non tutti i mali vengono per nuocere" (oggi mi vengono solo frasi fatte...), però non si può nemmeno combattere sempre.
      Da persona religiosa ritengo comunque che ci sia un disegno più grande di quello che a noi è dato di comprendere.

      Grazie per le belle parole (tutt'altro che intricate). Sì, posso anche accettare di sognare e intanto vendere spremiagrumi elettrici. La cosa che non posso accettare è fare un lavoro che non amo e che mi porti via tutto il tempo costringendomi a rinunciare al resto.

      Grazie anche per l'augurio che ricambio: tutti dovrebbero poter perseguire e poi raggiungere i propri sogni!

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  4. Ho il vago sospetto che la blogosfera sia un serbatoio molto nutrito di gente in cammino in direzione dei propri sogni, ciascuno con la sua variabile di speranza e disperazione.

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    1. Credo proprio che sia così...

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    2. Facciamo anche un treno, con molte stazioni intermedie... o un'intera rete ferroviaria, perché no? Però oliamoli, ogni tanto, i nostri sogni.
      Teniamoli in moto. :)

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    3. Sono d'accordo! Spero solo che funzioni meglio di Trenord, altrimenti siamo proprio fregati! Ahah!

      Scherzi a parte, spero sia per tutti un bel viaggio!

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  5. Purtroppo le esigenze concrete e materiali della vita talvolta non si conciliano coi nostri sogni.
    Io faccio un lavoro che francamente non mi piace, ma il reddito che mi procura mi permette di coltivare le mie passioni almeno nel tempo libero.
    Ora sono in cassa integrazione, ho più tempo libero ma meno soldi, e mi accorgo che purtroppo il tempo riesco ad utilizzarlo solo in parte, mentre i soldi che mancano si fanno sentire quasi tutti sotto forma di un mantra che ripete alla testa "devo risparmiare, non posso spendere"...
    Insomma, le misere contingenze materiali della nostra vita hanno, ahimé, il potere di condizionare gli elevati ideali dei nostri pensieri più nobili.
    Triste da accettare, ma è così.

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    1. Ti capisco e hai ragione: senza un po' di stabilità anche sognare è più difficile.

      Speriamo vengano per tutti tempi migliori.

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  6. Difficile inserire un commento non banale in un post come questo, per cui non ci provo nemmeno. Credo alla fine abbia ragione Ariano.: spesso bisogna tapparsi il naso e andare avanti. Alla fine qualche sogno, magari non quello che abbiamo in mente adesso, si avvera di sicuro.

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    1. Andare avanti, sempre.
      Saper combattere per i propri sogni, ma anche sapersi arrendere, cambiare obiettivo... insomma: cambiare sogno va bene, l'importante è non smettere di sognare!

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  7. Mi accodo al commento di Obdisian... E mi limito solo ad augurarti tanta tanta fortuna.

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    1. Grazie, Maria. Apprezzo tanto l'augurio!
      E lo rigiro anche a te.

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  8. È dura, Romina. So come ti senti. E sto facendo, in linea di massima, lo stesso tipo di ragionamento che fai tu.
    Mi sento solo di darti un consiglio: se puoi, evita di lavorare sempre gratis, anche fosse un progettino piccolo piccolo chiedi un contributo. Anche minimo. Io sto riuscendo ad ingranare, pian pianino, proprio con questo mindset qui. Non è essere altezzosi, o boriosi, è pretendere il giusto in cambio del proprio lavoro (che deve essere rigorosamente di qualità). E vedo che le persone attorno a me lo hanno capito.
    Buona fortuna!

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    1. Il tuo è un ottimo consiglio. Io ci sto provando, ma troppe orecchie sembrano non sentire. Spero che le cose evolvano bene con il tempo.

      Un gruppo con cui sto collaborando gratis credo che presto dovrà fare a meno di me, mentre un altro dice che mi merito il pagamento dei progetti che faccio e allora penso proseguirò in quella direzione.

      Buona fortuna anche a te!

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