sabato 15 ottobre 2011

"Il teorema dell'ultima pagina"

“Il teorema dell’ultima pagina” e i miei dati aggiornati su questo fenomeno.

Oggi non ripeterò tutte le premesse e i post scriptum di questa rubrica. Dopo l’appuntamento del mese scorso con “il teorema delle tre penne” credo abbiate capito l’intento giocoso di questa rubrica. Bene, oggi ci occuperemo di un teorema divertente ma anche serio volendo leggere tra le righe: “Il teorema dell’ultima pagina”.


Dato un libro qualunque non si può giudicarlo prima di essere giunti all’ultima delle n pagine di cui è composto. Nell’insieme infinito dei libri quello che si crede di amare potrebbe alla fine non lasciarci nulla, mentre quello che non si voleva leggere potrebbe dare qualcosa di inaspettato. A tal fine è impossibile calcolare l’utilità e la bellezza di un libro prima di aver esaminato attentamente tutti i suoi capitoli in maniera integrale.
Fuori dal matematichese:


Un libro si giudica dopo averlo letto. Tutto.
Lo so, lo so, state pensando che sono pazza. Dove sono finiti i diritti del lettore teorizzati da Pennac? Perché dovrei finire un libro che non mi piace?
Beh… io penso sempre che, se un povero autore ha scritto un libro dall’inizio alla fine e l’ha pubblicato, merita che io gli consenta di arrivare alla fine del discorso prima di criticarlo o elogiarlo… proprio come lascerei finire di parlare una persona prima di dirle che non sono d’accordo con lei.
Quando qualcuno mi chiede: «Perché lo vuoi finire se non ti piace?». Io rispondo: «Glielo devo». E quel “gli” sta per “all’autore”. Sarà perché io spero di ricevere lo stesso trattamento da parte dei miei lettori o sarà perché alla fine mi sono pentita raramente di questa scelta.

Vi faccio alcuni esempi.
  •  “Omero – Iliade” di Baricco. Il classico libro che dicevo: «Non leggerò mai». Bene, nel blog “Libri da leggere” di Michela ho trovato una bella recensione di questo libro e così ho deciso di leggerlo. Dopo le prime pagine, dopo non aver trovato il famoso “Cantami o diva l’ira del pelide Achille”, volevo chiudere il libro, perché non apprezzavo alcune scelte stilistiche e conoscevo già la trama, ma sono andata avanti e ho trovato molti spunti interessanti e mi sono ricreduta.
  • “Casus belli” di Tartaglia. Un thriller… e io non leggo thriller, assolutamente no! Eppure l’ho iniziato e l’ho finito e mi è piaciuto tantissimo al punto che gli ho dedicato un post… All’inizio faticavo a capire e volevo arrendermi, ma non l’ho fatto per fortuna!
  •  “Tre metri sopra il cielo” di Moccia. L’ho letto ormai qualche anno fa. L’inizio non mi è piaciuto a causa della trama banale e delle parolacce gratuite, ma l’ho finito e… ok, questo non è un esempio a favore della mia tesi… diciamo che è l’eccezione che conferma la regola o, meglio, il teorema.

E voi? Vi è mai capitato di leggere un libro che non pensavate di voler leggere o con un inizio che vi ha un po’ demotivato per poi rivalutarlo completamente alla fine?




Hanno parlato di questo articolo: 







11 commenti:

  1. Ciao Romina,
    ho iniziato proprio ieri a leggere il romanzo di Carrisi, IL SUGGERITORE, per avvicinarmi ad un genere letterario differente e per me nuovo: il serial thriller.
    Ora, apprezzo lo stile di scrittura ma proprio non riesco a proseguire, sono terrorizzata.
    Eppure amici che lo hanno letto me lo consigliano vivamente.
    Non so che fare.

    RispondiElimina
  2. @ Lisa: Benvenuta nel mio blog! Non ho letto il libro "Il suggeritore", ma, dato che in molti te l'hanno consigliato, io ti suggerirei di proseguire la lettura. Alla fine, poi, potrai criticarlo e avere un'opinione diversa dagli altri, ma almeno potrai avere le basi per prendere una posizione.Insomma, per la serie "meglio un rimorso che un rimpianto", io proseguirei fino alla fine! Certo... sempre se la paura che ti suscita è "tollerabile".
    Se proseguirai la lettura, poi, potrai anche dirmi, se questo teorema ha funzionato nel tuo caso! A presto e grazie per il commento!

    RispondiElimina
  3. Non ho sempre seguito questa regola, ci sono stati romanzi che ho accantonato anche se credimi, io rispetto molto il lavoro dello scrittore. Capita però, a volte, di non riuscire a finire un libro e lo metto in quello che chiamo LO SCAFFALE DEL PURGATORIO, perchè dal momento che poteri essere io a non essere ancora pronto per quel libro, allora attendo il momento di riprenderlo.

    RispondiElimina
  4. Romina, sono proprio contenta che quella recensione sia stata di qualche uso, ti ringrazio :)

    Devo essere sincera, il tuo principio è certamente ammirevole applicato ai libri e più ancora alle persone, ma io non lo seguo.
    Se qualcuno mi sta parlando di persona ovviamente lo sto a sentire, a meno che non mi rendo conto che desidera solo ascoltarsi parlare.
    Nel caso di un libro invece non la penso così.

    Scrivere è un lavoro, tanto che qualcuno viene perfino pagato per farlo.
    Nel lavoro, come in tutto, gli errori sono perdonabili, ma mi aspetto in virtù dei soldi che ho speso e del ruolo che entrambi (lettore e scrittore) abbiamo assunto, che le cose siano fatte in un certo modo.
    Se lo scrittore non sta facendo il suo lavoro di scrittore è lui che manca nei miei confronti, non io a mollarlo a mezzo. Ci sono troppi libri e troppo pochi anni in una vita per leggere quello che non va.

    Un libro è un tutto unico, non può riscattarsi nel finale: deve essere buono all'inizio, in mezzo e alla fine.

    RispondiElimina
  5. @ Nick: Mi piace tantissimo l'idea del Purgatorio! Spero solo che siano i libri a finirci e non tu in attesa di essere pronto per leggerli.

    @ Michela: Il tuo ragionamento non fa una piega, però io non parlavo di libri scritti male o orribili, ma di Libri che semplcimente non rientrano nei nostri generi o ci deludono un po' all'inizio. Hai perfettamente ragione sul fatto che ci sono tantissimi libri a questo mondo e così poco tempo per leggerli... in ogni caso, la maggior parte delle volte ne vale la pena. Immagina, per esempio, di aver letto un libro orribile... bene, avrai imparato cosa non fare se vuoi scrivere un buon libro!

    Grazie a entrambi per la partecipazione!

    RispondiElimina
  6. No, non condivido il "glielo devo", perché io ho pagato il libro, quindi l'autore ha guadagnato la sua parte con il mio acquisto. Io invece ci ho perso, perché ho speso soldi per un prodotto che non mi è piaciuto.

    Per ora non mi vengono in mente libri che non pensavo di leggere e poi ho letto, ma mi sa che ce n'è qualcuno...

    RispondiElimina
  7. @ Daniele: Sarà che io sono troppo buona... comunque sono certa che c'è almento un libro che hai rivalutato grazie al finale!

    Dai commenti ricevuti, ho come l'impressione che questo teorema non sia applicabile al di fuori della mia mente... caspita! Mi avete smontato il teorema! Io continuo a crederci, ma temo di non poterlo proporre come "verità assoluta"... poco importa: non avevo comunque intenzione di farlo!
    Spero di avere più fortuna con il teorema del mese prossimo, più incentrato sugli scrittori che sui lettori!

    RispondiElimina
  8. ciao Romina, io parlo in qualità di lettrice non molto accanita. Trovo il tuo teorema molto bello, devo dirti che la maggior parte delle volte quando inizio a leggere un libro (cioè dopo le prime dieci pagine) leggo sempre l'ultima pagina!
    Questo mio vizziaccio, dal mio punto di vista, mi consente dal salvarmi da brutte sorprese...mi è capitato di appassionarmi alla lettura per poi rimanere profondamente molto delusa dal finale.
    Penso, come ha citato quanlcuno nei commenti, che a volte non si finisce di leggere un libro perchè semplicemente in quel momento non si è pronti per leggere quel libro.
    Lorenza

    RispondiElimina
  9. @ Lorenza: Che bello rivederti qui! Grazie mille per la riflessione... la tua strategia di leggere quasi subito il finale forse può farti evitare delusioni, però, toglie anche gran parte dell'effetto sorpresa. Dopotutto, anche "spizzicare" è un diritto del lettore, così come non finire un libro e, dato che i diritti imprescrittibili del lettore li ha scritti Pennac e questo teorema l'ho scritto io, immagino che abbia ragione lui! Spero comunque di aver strappato a te e agli altri lettori un sorriso, perché l'intento dei miei teoremi è soprattutto quello! Grazie di essere tornata a trovarmi!

    P.S. Spero a breve di fare un post sui diritti del lettore di Pennac, perché mi rendo conto che continuo a parlarne spesso qua e là...

    RispondiElimina
  10. Io sono d'accordissimo con il tuo teorema Romina!
    Tanti anni fa (a 15 anni) non ricordo perchè iniziai di mia spontanea volontà "Metello" di Vasco Pratolini. Un libro abbastanza tosto per un adulto, figuriamoci per una adolescente. All'inizio volevo mollarlo, non lo capivo, lo stavo cominciando addirittura ad odiare. Poi, non so perchè, ho pensato bene di continuare, di andare avanti, di immergermi in quella che poi è diventata la meravigliosa scrittura del mio (futuro) autore italiano preferito. Ecco, se non avessi finito quel libro mi sarei preclusa tutto ciò di bello che ho poi letto di Pratolini, non posso nemmeno pensarci! :D
    Quindi, ribadisco, solidale con il tuo teorema!

    Valentina
    www.peekabook.it

    p.s. sono anche diventata tua follower! (con il nome Justin Bologna)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Benvenuta nel mio blog! Sono davvero felice di vederti tra i miei follower! Grazie davvero.

      Sono anche contenta che il teorema con te abbia funzionato. Grazie per aver raccontato la tua esperienza con Pratolini!
      Spero di risentirti presto!

      Elimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...