giovedì 15 dicembre 2011

"Il teorema dell'accettabilità della critica"

“Il teorema dell’accettabilità della critica” dedicato a chi sa accettare una critica costruttiva e anche a chi proprio non ce la fa.

In questi ultimi mesi dell’anno ho potuto conoscere molti scrittori competenti e interessati a migliorare e crescere grazie alle critiche. Ho potuto crescere molto anch’io attraverso discussioni tecniche ma animate dalla passione di chi scrive perché non potrebbe vivere senza farlo. Un esempio chiaro è il post di pochi giorni fa, con il quale ho presentato la nuova versione del mio testo “Il trofeo”. Io ho sempre pensato che tutti gli scrittori (quantomeno quelli esordienti) avessero una grande stima per le critiche costruttive e le opinioni di altri che sono “sulla loro stessa barca”. Sfortunatamente, però, non è così: molti si sentono subito feriti nell’orgoglio quando si prova a sfiorare anche solo una virgola della loro “creatura”. Da qui l’idea di questo nuovo teorema: “Il teorema dell’accettabilità della critica”.


Dato uno scrittore la sua possibilità di migliorare in campo letterario è inversamente proporzionale alla sua repulsione nei confronti delle critiche. Tale funzione può essere rappresentata nel primo quadrante del piano cartesiano e si configura come una retta avente coefficiente angolare negativo. Infatti, quando la repulsione nei confronti delle critiche tende a più infinito, la possibilità di migliorare tende a zero, mentre quando la repulsione nei confronti delle critiche tende a zero, la possibilità di migliorare tende a più infinito.
Dunque… fuori dal matematichese:

Se uno scrittore non sa accettare le critiche, le sue possibilità di migliorare si riducono.
A me sembra una cosa tanto logica da non necessitare ulteriori commenti, ma forse non è così. In questi mesi, infatti, tra le tante interessanti discussioni, ho incontrato anche persone che si sono risentire per miei appunti fatti ai loro testi e dunque colgo l’occasione per chiedere loro scusa, anche se io l’ho fatto con le migliori attenzioni. A volte, sono pignola e a volte lo sono troppo, ma lo faccio solo con l’intento di essere utile.

Motivi per essere lieti di ricevere una critica
Io sono sempre felicissima quando qualcuno critica un mio testo, principalmente per questi motivi:
·         Se qualcuno ha criticato un mio testo, vuol dire che l’ha letto.
·         Se ha fatto una critica articolata, vuol dire che l’ha letto con attenzione.
·         Se si è preso la briga e il tempo per scrivere o formulare un commento, quello che ho scritto ha attirato la sua attenzione.
·         Se mi segnala un errore, io posso correggerlo e cercare di non farlo più.
Sicuramente ci sono altri cento motivi, ma non voglio dilungarmi.

Le difficoltà nell’accettare una critica
Con questo non sto dicendo che accettare una critica sia facile. Bisogna non avere troppo orgoglio e allo stesso tempo non lasciarsi distruggere l’autostima. Mi è capitato a volte di ricevere critiche tanto dure da indurmi a nascondere un mio testo a tutti, a giurare a me stessa che non l’avrei mai pubblicato. Che io abbia fatto bene o male, resta il fatto che forse non avrei dovuto ascoltare un’unica critica prima di prendere decisioni così drastiche. Come spesso si dice: “Bisogna ascoltare tutte le campane”. Non tutte le critiche devono essere prese come verità indiscusse, ma, per effettuare una selezione sensata, bisogna ascoltarle tutte!

Una Critica non è un pettegolezzo
Un’ultima precisazione per la validità del teorema: io per “critica” intendo qui la critica costruttiva, la segnalazione di errori e consigli e non un mero giudizio soggettivo spesso fatto da chi un testo non l’ha nemmeno letto e parla solo per sentito dire. Quella non è critica ma “pettegolezzo”, in alcuni casi “calunnia” e “diffamazione”, ma soprattutto e sempre una cattiveria, senza finalità. Non a caso, critiche di questo genere non vengono quasi mai da altri scrittori, ma da gente che usa i libri per non fare dondolare le gambe del tavolo… e devo dire che i miei libri sono proprio della misura perfetta!

Dopo questo piccolo sfogo, torno in me e a lodare le critiche con la C maiuscola.
Voi che pensate della critica? Partecipate a forum o gare per migliorare il vostro stile?

13 commenti:

  1. Ciao Romina,
    come ben sai ho partecipato, come te, al concorso sui Pirati di Limanaumanita e grazie al forum ho potuto ricevere delle critiche costruttive.

    Certo, ci sarà sempre qualcuno che criticherà anche un lavoro perfetto, ma sta a noi capire quando la critica più esserci d'aiuto o meno.

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  2. @Lisa: Sì, il forum "Pirati!" è un bel luogo di incontro e di confronto, anche se ultimamente ho avuto qualche problema con persone non troppo disponibili ad accettare una critica... è stato anche aperto un off topic, non so se hai seguito la vicenda. Per il resto, ho davvero imparato molto e poi manca poco alla chiusura delle iscrizioni!!! In bocca al lupo per il tuo racconto!

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  3. Cara Romina, il tuo teorema non è "matematichesamente" rigoroso, ma possiamo chiudere un occhio. Il concetto è chiaro e pienamente condivisibile. Del resto, sono convinto che se pubblichi qualcosa, o anche solo lo fai leggere al vicino di casa, devi essere consapevole che ti esponi a critiche. Anzi, devi volerlo. Paradossalmente approvo chi tiene un capolavoro nel cassetto (chi ha detto Virgilio o Lovecraft?) piuttosto che chi ha già imbracciato il moschetto.

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  4. @Salomon Xeno: Per cominciare, benvenuto nel blog! Vieni dal forum "Pirati!"? Mi sembra di aver riconosciuto il tuo avatar, ma potrei sbagliarmi. Per quanto riguarda il teorema, ovviamente non ha il rigore matematico che dovrebbe avere. Se ti interessa, spiego più in dettaglio come funzionano i miei "Teoremi per ridere" a questo link: http://tamerici-romina.blogspot.com/2011/09/il-teorema-delle-tre-penne.html
    Quando ho postato il primo post di questa rubrica, ho spiegato un po' le "regole del gioco" e poi ho finito per darle per scontate. Insomma, colpa mia...
    Anche secondo me, chi scrive si espone alla critica e deve essere felice di riceverla, ma non tutti al mondo siamo d'accordo!
    Grazie per il commento e per la tua iscrizione tra i membri di questo blog! Torna pure quando vuoi! A presto!

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  5. Sì, vengo proprio da lì! Darò un'occhiata al post che hai citato, ma la mia non voleva essere una critica. Anzi, sono un sostenitore (incompreso) del potenziale (incompreso) comunicativo della matematica e mi fa piacere che qualcuno ne dia un buon esempio.
    I discorsi matematici solitamente mancano di leggerezza.

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  6. Le critiche fanno parte del gioco. Se vuoi scrivere, se devi essere criticato. Scrivere è esporsi. Nessuno può farlo senza subirne le conseguenze.

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  7. @Salomon Xeno: Immaginavo che tu avessi capito il senso del mio "falso matematichese"... la letteratura e la matematica dovrebbero parlarsi di più a mio avviso!
    P.S. Visto che sei approdato su questo blog da poco tramite una nave pirata, forse, non conosci il "7 link project" (http://tamerici-romina.blogspot.com/2011/12/7-links-projects.html) Se hai tempo e voglia, potresti partecipare!

    @Daniele: Sapevo che saresti stato d'accordo con me su questo argomento... e poi tu sei un "veterano" delle critiche costruttive e delle gare letterarie... sto ancora aspettando un tuo post sull'argomento!

    Grazie a entrambi per i commenti!

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  8. Mi farebbe piacere, ma datando la (ri)nascita del mio blog all'altro ieri ho veramente poco da dire. Ci penserò!

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  9. @Salomon Xeno: Mi ero chiesta perché per lungo tempo non avevi messo post... non sapevo che avessi chiuso il blog per poi riaprirlo... comunque potresti sempre ripescare post precedenti per un ritorno in grande stile! Va beh... pensaci e fammi sapere... hai tutto il tempo che vuoi!

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  10. Sono d'accordo con il tuo teorema!
    Io però aggiungerei una variabile y, oltre alla variabile x=orgoglio: la "maturità".
    Almeno, personalmente, quando ho cominciato a scrivere non riuscivo ad accettare bene le critiche. Non mi arrabbiavo, no, al massimo me la prendevo e un po' le respingevo... ma perché accettare una critica mi sembrava come accettare che qualcuno mi dicesse "hai scritto una schifezza". E pensare che nessuno me l'ha mai detto! :D
    Comunque, al di là di questa digressione, poi la mia voglia di dare il meglio è aumentata e ho cominciato a rivedere ciò che scrivo, a farli leggere a più persone, e ho COMPRESO che le critiche servono. In questo intendo maturità. ;) Sicchè ora sono felice, felicissima di ricerle. Anche se preferisco siano poche, perché suppongo che un lavoro fatto bene non abbia bisogno di molte critiche o correzioni. Anche perché mi terrorizzano... Sul serio. Mi viene l'ansia! Troppa poca autostima. :D

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    Risposte
    1. Il numero di critiche che ricevi è in funzione sicuramente del testo che scrivi ma anche di chi ti fa la critica.
      Io non ho autostima, però so che un elenco di trenta critiche su un racconto di poche righe da parte di certe persone è da considerare in modo diverso che se fatto da altre. In sintesi, un pignolo fa più critiche ma questo non significa che il testo sia di minor valore.
      Io preferisco ottenere tante critiche perché ciò indica che posso ancora migliorare e per me l'importante è non fermarsi mai e continuare a crescere.

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    2. Sì, hai ragione! Le critiche da parte tua mi vanno bene, per esempio. ;) Perché so che segnali tutto il possibile. Sei una di quelle persone preziosissime!

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    3. L'importante è che se vedi tante correzioni non pensi di aver scritto un pessimo testo. C'è gente come me che è pignolissima!
      Più che preziosa sono precisa e rompi scatole, mi sa!

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