domenica 29 gennaio 2012

"Il balivo e il follatore": esercizio di scrittura - 10 parole nuove da usare - gennaio 2012

Gennaio è ormai quasi finito, ma non temete: le dieci parole di questo mese non sono certo andate perdute. Questo è il mio quinto post dedicato al “decanomio fantastico”, realizzato sfruttando le “10 parole nuove da usare” pubblicate ogni mese su “Penna blu” il penultimo giovedì del mese.
Le parole che hanno dato spunto al testo sono, come al solito, quelle sottolineate e scritte in blu e al link qui sopra potete trovare una breve definizione per ognuna.

Il balivo e il follatore
Il balivo osservava con nervosismo la lunga fila di uomini, donne, vecchi e bambini, ordinatamente allineati dietro al suo tavolo in mezzo alla piazza più importante della sua circoscrizione. Il censimento era cominciato da pochi giorni ma lui era già così stanco di ascoltare tutte quelle lamentele, tutte quelle parole, tutte quelle storie. Ormai sapeva che ognuna di quelle persone davanti a lui avrebbe avuto delle domande, dei dubbi, una storia difficile da inserire nelle categorie che lui elencava loro. Il triste fatto è che per ognuno la propria storia è unica, mentre per lui, il funzionario al di là del tavolo, è solo l’ennesimo caso della giornata, qualche segno su un foglio e nulla più. Nessuna storia edenica, nessun vissuto lieto e sereno, ma vite di poveri, senza denaro e senza speranza, in fila senza motivo se non quello di rispondere a un ordine. Non erano poi tanto diversi da lui, solo che lui era dietro il tavolo, seduto su una comoda sedia, e vedeva ognuno di loro solo come un inutile disturbo alla quiete della sua giornata. Questi erano i suo percetti in merito ed egli non era dunque in grado di cogliere la complessità delle storie che aveva davanti. Svolgeva il suo lavoro meccanicamente, ripetendo le solite domande all’infinito, cercando di evitare il più possibile ogni replica per smaltire rapidamente quella lunga coda e tornarsene a casa al caldo, da sua moglie e dai suoi bambini, magari in tempo per fare una partita a morris  con i suoi compagni di bevute.
Passarono le ore e la fila si accorciò. Sul finire del pomeriggio restava solo una persona a interporsi tra il balivo e il suo camino acceso, tra lui e il suo meritato rientro a casa: un giovane follatore, un giovinetto, quasi un bambino, impaurito e titubante di fronte alla sicurezza del funzionario e al suo fluire sicuro di richieste. Alla domanda sulla professione svolta, il giovane riprese coraggio e cominciò a raccontare la sua storia fatta di templati e progetti ricchi di dati e numeri, di parole che il balivo a stento conosceva e che di certo non lo interessavano. Il giovane invece prendeva via via coraggio, animato dalla passione per le sue capriate, i suoi clerestori, le lesene e i loro plinti e  i mascheroni decorativi di chiese e costruzioni ancora solo immaginarie e tutte in divenire. Il funzionario ascoltò distrattamente e, dopo pochi minuti, stanco di tutte quelle parole così poso utili ai suoi occhi, con una domanda distrusse i sogni futuri del ragazzo: «Io vi ho chiesto il vostro lavoro. Provo a dirlo più semplicemente, così che anche voi possiate capire. Che cosa facevate prima di mettervi in fila qui, questa mattina?».
«Io sono follatore per ora, ma…»  provò a ribattere il giovane.
«Tornate a follare la lana dunque».
Il balivo mise un segno di spunta sull’ultima domanda del questionario.
Tutto il resto non era compito suo.
I sogni di un destino diverso, di un futuro felice, non potevano essere incasellati in quelle domande. Perdendosi di nuovo nella massa grigia di vite troppo umili per non apparire sfuocate agli occhi dei più, il follatore fece ritorno a casa sua a vedere sepolti i suoi progetti sotto mucchi di lana.
Spero che il brano vi sia piaciuto. Le parole erano facili questo mese, in effetti, ma ora bisogna vedere se il risultato è accettabile. Allora, che cosa ne pensate? Nessuno si unisce all’iniziativa tentando l’esercizio? Vi consiglio di fare pratica, perché… alt! Tutto a suo tempo.

Come al solito, riporto i link degli altri esercizi simili.

Leggi tutti i miei racconti scritti con questa tecnica!

6 commenti:

  1. Complimenti per il racconto. Sull'unirmi al progetto, non lo so, ritengo di non esseren ancora all'altezza. :(

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    1. Grazie Nick! Per fare questo esercizio non bisogna essere all'altezza di nulla (altrimenti io non avrei potuto nemmeno cominciare), basta solo aver voglia di mettersi alla prova... ogni volta non so nemmeno io cosa nascerà da questo esercizio, ma è sempre divertente e sorprendente! In assoluta libertà, io ti consiglio di provare (al massimo puoi buttar via il racconto e non dire a nessuno che hai tentato!).

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  2. Risposte
    1. Oh, sì, che ti tento... ti tento... però, non voglio certo portar via tempo alla tua tesi!

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  3. Brava, però hai dimenticato una "elle" per il follatore e il verbo follare :D

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    1. Grazie per la segnalazione! Correggo subito... in tempo di crisi si risparmia anche sulle "elle"... ah, ah, ah... non me ne ero proprio accorta, che sbadata! Grazie!

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