lunedì 30 gennaio 2012

Italo Calvino e l'opera "Sulla Fiaba"


Italo Calvino e “Sulla fiaba”: qualche curiosità.

Italo Calvino è tra i miei autori preferiti e proprio con lui voglio cominciare questa nuova rubrica: Grandi autori. Cominciare o, meglio, ricominciare. Il 15 ottobre 2011, in occasione del suo ottantottesimo compleanno, gli avevo dedicato un post, promettendovi di riprendere in seguito una delle sue opere più belle, ma forse meno note: Sulla fiaba. Lo so, è passato molto tempo, ma ora eccomi qui ad adempiere a quella promessa.


Una raccolta di introduzioni
L’opera non è un romanzo o una raccolta di racconti e nemmeno un vero e proprio saggio. Si compone di diversi saggi che sono in realtà delle introduzioni scritte da Calvino a vari libri sul tema della fiaba. Nonostante si tratti di introduzioni a libri, ogni capitolo ha in sé una forza straordinaria e molte cose da insegnare. Per darvi un’idea della varietà dei temi vi riporto l’indice.
  • Le fiabe africane
  • Le fiabe italiane
  • La parità e le storie morali dei nostri villani
  • Le fiabe del focolare di Jacob e Wilhelm Grimm
  • Mimi siciliani di Francesco Lanza
  • La tradizione popolare nelle fiabe
  • La mappa delle metafore
  • I racconti di Mamma l’Oca di Charles Perrault
  • Novelline popolari siciliane
Inoltre alcune appendici completano l’opera con nuovi interessanti temi.
Beh… direi che è davvero promettente, no? Infatti, su ognuno di questi argomenti si potrebbe parlare a lungo e trovare moltissimi spunti su cui riflettere. Dato, però, che non posso farvi una lunga conferenza sul tema, vi consiglio di leggere il libro.

"Cose da bambini"
Se amate le fiabe (da scrivere o da leggere), rimarrete sorpresi da come si possa analizzare questo genere in modo tecnico e professionale e non come un “genere per bambini”, un “genere minore”, un passatempo di chi non è riuscito a scrivere di meglio nella vita. Scrivere fiabe non è facile come sembra e non tutte le fiabe sono “cose da bambini”. Per chiarire meglio il concetto, proviamo a leggere insieme un passo dell’opera in cui Calvino mette a confronto le fiabe dei Grimm con quelle italiane.

Non c’è qui [nella fiaba italiana] quel continuo informe schizzar di sangue dei crudeli Grimm; è raro che la fiaba italiana raggiunga la truculenza, e se è continuo il senso della crudeltà, dell’ingiustizia anche disumana, come elemento con cui si devono fare i conti, se i boschi inneggiano anche qui dei pianti di tante mai fanciulle  o spose abbandonate con le mani mozze, la ferocia sanguinaria non è mai gratuita, e la narrazione non si sofferma a infierire sulla vittima, neppure con un’affettazione di pietà, ma corre verso la soluzione riparatrice. Soluzione che comprende la rapida, e qui sempre spietata, giustizia sommaria del malvagio. [Testo tratto da Sulla fiaba di Italo Calvino, edito da Mondadori, pp. 72-73].
Avete notato il lessico con cui Calvino parla delle fiabe? Non ve lo aspettavate? Bene, l’idea di fiaba come intrattenimento per bambini è abbastanza moderna, in realtà. Avete presente la bella storia di Cenerentola che ci raccontano i cartoni animati? E avete presente la versione dei Grimm? Parti di piedi amputati e occhi strappati dalle orbite… altro che “i sogni son desideri, chiusi in fondo al cuor!”.

Una curiosità su Cenerentola
Visto che stiamo parlando di Cenerentola (una fiaba di origine probabilmente cinese  e con versioni diversissime in tutto il mondo), mi piace concludere (come vi avevo promesso nel post di ottobre) con un discorso interessante e curioso sulla versione più famosa in Italia di questa fiaba: quella di Perrault (quella con zucche, fatine e scarpette, molto meno cruenta della versione tedesca).

Scarpette di vetro? Balzac osservò che ballando e correndo e saltando via dal piedino le scarpette di vetro sarebbero andate in pezzi. Doveva esserci un errore di trascrizione: non verre bisognava leggere ma vair, pelliccia di vaio. Ma la petite pantoufle de verre ricorre più volte nel testo, a cominciare dal titolo: l’errore non poteva essere casuale, tanto più che questo dettaglio è uno dei più ricordati della fiaba, come un’immagine che agisce sulla fantasia. E perché una scarpina da ballo non può essere di vetro, in una fiaba in cui le zucche si trasformano in carrozze, e le lucertole in lacchè?. [Testo tratto da Sulla fiaba di Italo Calvino, edito da Mondadori, p. 153].
Beh, largo alla fantasia dunque! E non toglieteci la scarpetta di cristallo! E lasciate il pelo al povero scoiattolo. Tra l’altro Calvino è noto come lo “scoiattolo della penna”, quindi… va beh, non perdiamoci anche in questo discorso!

Invito alla lettura
Vorrei raccontarvi ancora mille cose, ma sono sicura che Calvino ve le racconterà molto meglio di me se leggerete il libro, dunque mi fermo qui!
Ora a voi la parola! Avete già letto questo libro? Avete delle curiosità particolari sull'argomento magari da riprendere in post futuri?

28 commenti:

  1. Calvino quando scrive narrativa è un grande autore, ma quando ne parla e la spiega è davvero eccezionale :)

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    1. Sì, hai ragione... è talmente bravo che anche i suoi saggi si leggono come romanzi. Un vero mito. Di Calvino non si parla mai abbastanza!

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  2. Grazie per aver parlato di Calvino.

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    1. Di niente... grazie a te per aver letto il post!

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  3. Non ho letto il libro, ma posseggo una copia di "Fiabe italiane" che dovrebbe avere una delle introduzioni raccolte. Calvino è un autore che avrei voluto conoscere meglio, per poterne parlare. Mi piaceva molto "Il cavaliere inesistente" ma dovrei rileggerlo.
    Eh sì, le fiabe sono un genere con le sue caratteristiche, una sua evoluzione e le sue significative distinzioni regionali e temporali. Devo avere da qualche parte una raccolta in volumetti di fiabe da diverse parti del mondo e le differenze si notano.

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    1. Sì, "Fiabe italiane" dovrebbe avere una delle introduzioni presenti nel saggio e poi molte fiabe di quel libro sono davvero bellissime. Io ho letto molti libri di Calvino e non sono mai rimasta delusa. Ho letto anche dei libri sulla fiaba di Cenerentola e il suo variare nel mondo e credo che siano cose che ti aprono davvero gli occhi sulla varietà positiva delle culture nel mondo! Se ti viene in mente il titolo della racconta di cui parli, me lo puoi far sapere? Così lo inserisco nella lista di libri da leggere! Grazie!

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  4. Interessante questo libro, sarà un prossimo acquisto, ché a me le fiabe piacciono.

    Sapevo che quelle antiche erano sanguinarie e più terribili di quelle proposte ora.

    Sarebbe ora di leggere le fiabe così come sono nate.

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    1. In questo libro non c'è il testo di nessuna fiaba... se vuoi leggere delle fiabe ti consiglio una raccolta dei Grimm oppure "Fiabe italiane"... "Sulla fiaba" è comunque una bellissima lettura, una buona premessa teorica e ricca di curiosità per affrontare questo genere con delle buone basi.

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    2. Sì, avevo capito che non ci sono fiabe, mi interessa comunque l'argomento. Le fiabe dei Grimm e le fiabe italiane di Calvino, assieme a tanti altri libri di fiabe, ce l'ho :)

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    3. Credevo di non essere stata chiara, invece... beh, buona lettura, allora!

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  5. Ciao Romina,
    io di Calvino ho letto solo il barone rampante (come è ovvio) il visconte dimezzato e Marcovaldo.
    Metto nella lista dei libri da comprare anche "Sulla fiaba"

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    1. Già che ci sei, leggi anche "Il cavaliere inesistente" così finisci la trilogia "I nostri antenati" e poi "Le città invisibili" e "Palomar" possono essere molto utili per migliorare la stesura di descrizioni e poi... ok... Comincia da "Sulla fiaba", forse ti sto dando troppi compiti a casa! Poi fammi sapere se ti è piaciuto e io ti prometto che non ti interrogherò!

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    2. Ahhh ma ho letto anche il Cavaliere inesistente, non mi ricordavo più.

      Allora se non mi interroghi sto più tranquilla

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    3. Bene, bene... comunque tranquilla niente interrogazioni a tappeto o compiti a sorpresa!

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  6. Grazie per questo bel post. E' da un po' che voglio leggere questo libro, ma non trovo mai il tempo. Mi hai fatto venire voglia di leggerlo subito!

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    1. Benvenuta nel mio blog!

      Buona lettura di "Sulla fiaba" allora! Questo libro è talmente bello che di certo non ti pentirai! Sono lieta di averti convinta, ma il merito è solo di Calvino e della sua bravura!

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  7. Credo che questo sia uno di quei libri che leggerò visto che le fiabe mi interessano in tutti i sensi a livello culturale, a livello antropologico ecc...

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    1. Alcuni saggi contenuti in questo libro sono davvero interessanti sotto vari aspetti.
      Credo che ti piacerà!

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  8. sono una studentessa straniera e faccio tesi di traduzione sull'opera di italo calvino:"le fiabe italiane" vorrei sapere come e`stata raccolta quest'opera e da quale lingua e`stata tradotta potrete aiutarmi?

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    1. Benvenuta sul mio blog! Calvino ha raccolto le fiabe della raccolta "Fiabe italiane" in tutta Italia basandosi su quelle tramandate dalla tradizione popolare. Raccogliendole le ha scritte in italiano traducendole dai vari dialetti.
      Se ti serve una mano, scrivimi pure.
      Spero di esserti stata utile.

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    2. grazie molto per l'informazione. potresti dirmi nomi di libri in cui posso trovare queste informazioni (o inviarmi libri pdf che parlano di questo argomento)? perche` ne ho bisogno per la tesi. vorrei anche sapere nomi di libri che parlano di italo calvino e la letteratura dell'infanzia.

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    3. Potresti provare a leggere la prefazione di "Fiabe italiane" che dovrebbe essere all'inizio del libro, oppure la trovi nel saggio "Sulla fiaba". L'ho letta tempo fa, ma mi pare contenga le informazioni che cerchi. Se non dovessi trovarle, fammi sapere e proverò a risolvere il problema.
      Per quanto riguarda altri libri, hai dei temi particolare di tuo interesse? Così posso darti consigli più mirati! A presto.

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  9. Che maestro, che maestro! E ora ho voglia di rileggere "Sulla fiaba"! :)
    Colgo l'occasione anche per farti gli auguri, Romina!

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    1. Un vero mito!
      Buona lettura, allora.
      Grazie e tanti auguri anche a te!

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  10. Arrivo con tre anni di ritardo dunque non so nemmeno se leggerai questo commento, ma ho appena ultimato il libro in questione e mi ha fatto piacere trovare in rete chi ne abbia parlato con tanto trasporto.
    A parte la disamina attenta e completa di tutti gli elementi correlati alla fiaba, il capitolo che ho trovato veramente interessante è quello che analizza i mimi siciliani di Francesco Lanza, sarà perché sono siciliana anch'io e mi ha incuriosito l'idea che qualcuno abbia sottolineato vizi e difetti degli appartenenti alle diverse zone geografiche della mia terra (io in particolare, sono nissena). In genere, comunque, Calvino con la fiaba ha un certo feeling: i suoi racconti lo dimostrano e la sua fantasia fa spesso concorrenza a quella popolare da cui nasce il suo migliore repertorio favolistico (sto pensando a "il castello dei destini incrociati").
    Complimenti per l'articolo!

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    1. Il commento l'ho letto e con grande piacere ti do il benvenuto sul mio blog! Adoro Calvino e sono felice di leggere entusiasmo tra le tue righe. I testi più "fiabeschi" sono tra i suoi più belli, secondo me, anche se "Il castello dei destini incrociati" non l'ho ancora letto (è nella coda di lettura da un po'!).

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    2. È particolarissimo, un vulcano di fantasia! Poi, quando leggerai l'introduzione capirai anche il lavoro che ci sta dietro ed è davvero pazzesco.
      Ho piacere di navigare nel tuo blog, scoperto da poco! :)

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    3. Mi stai facendo venir voglia di stravolgere la mia coda di lettura!
      Grazie!

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