giovedì 30 maggio 2013

Italo Calvino e "I nostri antenati"

Italo Calvino e “I nostri antenati”: sembrano storielle ma…

Italo Calvino è tra i miei autori preferiti, credo che ormai lo sappiate, dato che ho parlato del suo saggio Sulla fiaba e del romanzo Se una notte di inverno un viaggiatore (ho anche registrato una video citazione di quel capolavoro).
Oggi però voglio parlarvi dell’opera I nostri antenati, un altro volume semplicemente meraviglioso! Di solito sono più noti i tre titoli dei libri che compongono questa raccolta: Il visconte dimezzato, Il barone rampante e Il cavaliere inesistente.


Tra fiabe e allegorie
Questi tre libri vengono definiti di argomento fiabesco-avventuroso. Sembrano infatti delle storie dai contenuti poco credibili, fondate tutte su situazioni paradossali. In questi testi però sono presenti messaggi allegorici non del tutto esplicitati, che secondo alcuni critici rendono questi testi dei racconti filosofici ed è di questo che voglio parlarvi in questo post (mi limiterò solo ad accennare la trama, ma non il finale, perché sono capolavori da leggere e gustare!).

Il visconte dimezzato
Il visconte dimezzato, ambientato nel Cinquecento, è la storia del visconte Medardo di Terralba che, durante uno scontro con i Turchi, finisce diviso a metà da un colpo di cannone. Le due parti assumono vita propria: Il Gramo, di carattere perfido e feroce, e Il Buono, incapace di compiere il male e desideroso di rimediare agli errori dell’altra parte.
Il messaggio nel testo è parlare dell’uomo contemporaneo mutilato e incompreso, composto da una doppia natura che unisce elementi opposti tra loro. Inoltre c’è un taglio ironico nel mettere in evidenzia il rischi provocati dal tentare di dividere tali opposti.


Il barone rampante
Il barone rampante, ambientato nel Settecento, è la storia di Cosimo di Rondò che, dopo un litigio con il padre per non mangiare delle lumache, decide di salire su un albero e di non scendere mai più. A dispetto di quello che può sembrare a prima vista, non si isola dal mondo (segue le vicende storiche) ed è l’allegoria della funzione dell’intellettuale che è in rapporto con la realtà ma deve anche ribellarsi contro le convenzioni sociali in nome di un rinnovato contatto con la natura.


Il cavaliere inesistente
Il cavaliere inesistente, ambientato nel medioevo, è la storia di Agilulfo, un cavaliere privo di corpo, visibile solo grazie a un’armatura animata dalla volontà e dalla fede. Questo testo è la rappresentazione dell’individuo contemporaneo dominato dalla razionalità e dal senso del dovere. Sembra essere la rappresentazione paradossale della fedeltà cieca e assoluta nei confronti di un’ideologia.


I nostri antenati
Questi tre volumi (usciti rispettivamente nel 1952, 1957 e 1959) vengono poi riuniti nella raccolta I nostri antenati nel 1960.

Conclusione
Quelle che sembrano tre fiabe dai temi curiosi nascondono tematiche molto profonde, delle allegorie che parlano dell’uomo contemporaneo e della società.
Insomma, Calvino non va mai sottovalutato!

Voi cosa ne pensate di questi libri?



Hanno parlato di questo articolo:


8 commenti:

  1. Grande Calvino e brava a te che ne parli con cognizione di causa.

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    1. Grazie! Parlare di lui mi piace tantissimo, quindi mi documento!

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  2. Opere davvero grandi, che ho letto separatamente nel tempo. È vero che esiste ed è importante il messaggio filosofico ed esistenziale ma sono anche ottimi campioni di narrazione divertita e divertente. Il Barone Rampante, in particolare, l'ho letto a mia figlia durante i suoi pasti quando aveva 7-8 anni ed è tuttora uno dei suoi libri preferiti.

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    1. Anch'io non li ho letti insieme, in realtà. Sì, sono senza dubbio divertenti e piacevoli da leggere. Che fortunata tua figlia!

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  3. Li ho letti anch'io in momenti diversi, mai insieme. Quello che ricordo meno è "Il barone rampante", mentre "Il cavaliere inesistente" l'ho poi riletto anche a scuola. Sono tre libri molto belli, e Calvino è uno dei pochi autori di narrativa fantastica che sembrano essere considerati degni di entrare in una letteratura.

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    1. Per me è un vero mito! Secondo me, è entrato nella letteratura perché ha scritto moltissimi generi diversi e perché scrive in un modo davvero meraviglioso a prescindere dal genere!

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  4. Io adoro Calvino :)
    Ho letto "Il barone rampante" quand'ero piccola (anzi, all'inizio mi è stato letto, era la mia lettura della buonanotte).
    Poi, quando sono diventata più grandicella, ho letto tutti e tre i romanzi della Trilogia degli antenati, uno di fila all'altro.

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    1. Lieta di condividere con te la passione per il grande Calvino!

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